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Gabriel Garcia Márquez

Gabriel José de la Concordia García Márquez, nato ad Aracataca il 6 marzo 1972, è uno scrittore e giornalista colombiano.

Primogenito del telegrafista Gabriel Eligio García e di Luisa Santiaga Márquez Iguarán, Gabriel García Márquez dopo il trasferimento a Riohacha, cresce con i nonni materni.

Nel 1973, a seguito della morte del nonno si trasferisce a Barranquilla per studiare. Si sposta poi a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l’Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandona lo studio di quelle materie che più non lo affascinano.

Dopo i disordini del 1948, si trasferisce a Cartagena dove comincia a lavorare dapprima come redattore e poi come reporter de “El Universal”. Alla fine del 1949 torna a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a “El Heraldo” e su invito di Alvaro Mutis, nel 1954 García Márquez si reca a Bogotá, a lavorare a El Espectador come reporter e critico cinematografico.

L’anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove segue dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferisce a Parigi. Nel 1958 sposa a Barranquilla Mercedes Barcha e, dopo la vittoria di Fidel Castro, visita Cuba e lavora (prima a Bogotà, poi a New York) per l’agenzia “Prensa latina”, fondata dallo stesso Castro.

Nel 1958, dopo un soggiorno a Londra, lo scrittore torna in America, stabilendosi in Venezuela.

Nel 1961 si trasferisce a New York come corrispondente di Prensa Latina. Le continue minacce della CIA e degli esuli cubani lo inducono a trasferirsi in Messico.

Nel 1967 pubblica la sua opera più nota: Cent’anni di solitudine, un romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Seguono numerosi altri romanzi e saggi, fra i quali spiccano soprattutto L’autunno del petriarca e Cronaca di una morte annunciata, e l’ironico L’amore ai tempi del colera, pubblicati negli anni 70 e 80, che ottengono un grande successo di pubblico in tutto il mondo, e dai quali sono state tratte omonime versioni cinematografiche.

Nel 1982, viene insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nel 2002 pubblica la prima parte della sua autobiografia intitolata Vivere per raccontarla. Nel 2005 García Márquez, vinta la sua battaglia contro il cancro diagnosticato nel 1999, torna alla narrativa pubblicando il romanzo Memoria delle mie puttane tristi.

E’ considerato il maggior esponente del cosiddetto realismo magico in narrativa, ha contribuito a rilanciare fortemente l’interesse per la letteratura latinoamericana. La sua prosa è sempre scorrevole, ricchissima, immaginifica e costantemente pervasa di una amara ironia; la struttura dei suoi romanzi complessa e articolata, con frequenti intrecci fra realtà e fantasia, fra storia e leggenda, con una grande padronanza nel gestire diversi piani di lettura, anche allegorici, oltre che di un uso sapiente dei flashback e dello svolgersi di vicende parallele.

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